Francesco Chignola
07/11/2008
Daniel Craig e Olga Kurylenko in una scena di Quantum of Solace
Esce nelle sale il 7 Novembre Quantum of Solace, il ventiduesimo film di James Bond. Il personaggio creato da Ian Fleming, lo abbiamo visto 46 anni fa, nel primo film Licenza di uccidere (qui il romanzo e qui trovi il dvd). Allora, a interpretare il ruolo dell’Agente Segreto al servizio di Sua Maestà c’era l’affascinante scozzese (moro) Sean Connery, oggi c’è il muscoloso Daniel Craig, quarantenne biondastro. Il volto di Bond non è l’unica cosa che è cambiata in questo mezzo secolo. La verità è che però quel che amiamo di 007 sono le tradizioni incrollabili più che le evoluzioni.
Quali sono i pilastri immutabili dei film di James Bond, le cose che in 46 anni sembrano non essere cambiate mai?
1. La famosa scena “gun barrel”: quella del cerchio in cui appare l’agente che spara verso il pubblico. In quest’ultimo film appare solo alla fine.
2. I titoli di testa con le silhouette di donne sensuali: in questo caso, la musica è stata affidata a Jack White degli White Stripes, (la loro Seven Nation Army, vi ricordo, era il po-popopopooo degli ultimi gloriosi mondiali di calcio), che ha voluto al suo fianco Alicia Keys.
3. Il personaggio di M, il capo di Bond. Una bella notizia: negli ultimi film (quelli intepretati da Pierce Brosnan e da Daniel Craig) è diventato donna, e ha il volto di Judi Dench.
4. Le località esotiche: caso vuole che quest’ultimo film inizi proprio dalle nostre parti, sulle rive del Lago di Garda, più esattamente, sotto le gallerie di Limone. Ma poi c’è anche Siena, Port au Prince, Talamone, il Lago di Costanza, La Paz, e via dicendo.
5. La bond girl: questa volta sono due. La prima è la vendicativa e bellissima Camille interpretata da Olga Kurylenko, e la dolce e sfortunata agente Strawberry Fields (come la canzone dei Beatles) che ha il volto di Gemma Arterton.
Due sono le tradizioni che l’era Craig ha invece accantonato: la segretaria Moneypenny, con la quale Bond flirtava puntualmente. E soprattutto l’agente Q, che forniva all’agente tutti i suoi gadget più spettacolari. Peccato…