L’ultima ad ammettere di aver bisogno di prendersi una pausa è stata Tilda Swinton. Intervistata dal The Guardian in occasione della promozione del musical The End di Joshua Oppenheimer, l’attrice 64enne ha spiegato che quest’anno non girerà altri film. «Sono stata dentro un vortice troppo a lungo», ha chiarito Tilda. Nel suo futuro prossimo, c’è la curatela della mostra dell’artista Marianna Kennedy, allestita presso la sede parigina di Christie’s, a maggio. E dopo: «Dormirò di nuovo nel mio letto. Avrò un cielo e un oceano ed esseri umani attorno a me».

Prendersi una pausa, un lusso da celeb

Se esistesse una top ten dei privilegi più invidiati al mondo, la possibilità di prendersi una pausa dal lavoro – per concentrarsi sulle proprie passioni, il proprio benessere, la propria famiglia – salirebbe sul podio. Tra le star che si sono concesse un break, Sandra Bullock si è ritirata dalle scene nel 2022 per stare vicina al marito malato (il fotografo Bryant Randall, scomparso l’anno successivo), Eva Mendes si è sfilata dai red carpet per occuparsi delle figlie (il papà è Ryan Gosling) e Cameron Diaz l’ha fatto perché era stufa del “frullatore hollywoodiano” – in cui si è appena rituffata recitando nel film Back in Action, dopo oltre dieci anni di stop e due figli.

Per prendersi una pausa serve anche un po’ di coraggio

E ancora, Renée Zellweger si è tenuta alla larga dai riflettori tra il 2010 e il 2016, e l’ha imitata per un paio d’anni Jennifer Lawrence. Entrambe sentivano l’esigenza di recuperare l’entusiasmo per la loro professione (missione due volte centrata). «Le star hanno soldi a sufficienza per poter scegliere di fermarsi quando vogliono: ovviamente un lusso enorme, ma non è proprio da tutte accordarselo. Ci vuole anche un po’ di coraggio e la capacità di superare la paura, più o meno fondata, di cadere nel dimenticatoio», spiega Eleonora Sellitto, psicologa e sessuologa a Roma.

Quella paura di restare tagliate fuori

FOMO è l’acronimo inglese di Fear of Missing Out. Significa “paura di essere tagliati fuori” e, in genere, si usa riferendosi all’ansia sociale che assale chi cerca di rimanere sempre coinvolto nelle attività organizzate da amici e conoscenti, dalle feste ai viaggi, con il timore di lasciarsi sfuggire esperienze memorabili. «Capita qualcosa del genere anche alle persone che, pur potendoselo permettere, evitano di prendersi una pausa. Nonostante, magari, siano sfiancate da periodi di super lavoro, non si danno pace perché non sopportano l’idea di perdere credibilità, autorevolezza e occasioni professionalmente stimolanti. Per non parlare del terrore di scoprire che, a differenza di ciò che magari speravano, il mondo – e il loro microcosmo lavorativo – va avanti benissimo anche in loro assenza», dice la dottoressa Sellitto.

Fermarsi no, prendersi una pausa sì

Ma continuare a correre quando si è sfinite o demotivate, alla lunga, rischia di portarci al bornout, fisico e mentale. E allora sì che saremo costrette a rinunciare a opportunità interessanti. «Se fermarci come fanno le celeb è impossibile, si può però imparare a rallentare», suggerisce la psicologa. «In una società come la nostra, in cui essere sempre in prima linea, attive e performanti, viene considerato un valore centrale, scegliere di ingranare la marcia più bassa è quasi un atto sovversivo».

Delegare non è facile come sembra

L’obiettivo di alleggerire il carico si raggiunge attraverso piccoli step mirati. «Il primo è imparare a delegare», consiglia la dottoressa Sellitto. «Chi non ci riesce nasconde una certa insicurezza: segretamente sospetta di non essere abbastanza brava, svelta e speciale per potersi permettere un passo indietro senza rischiare che qualcun altro si dimostri più valido, finendo per soffiarle ruolo e privilegi. Una paura, questa, che si sgonfia solo una volta affrontata».

L’importanza di qualche “no” ben assestato

Abbassare le pretese che abbiamo nei confronti di noi stesse è la seconda mossa chiave. «Smettiamola di puntare alla perfezione (che tra l’altro non esiste): non possiamo ambire a essere lavoratrici instancabili e, al tempo stesso, amiche sempre presenti, mamme e compagne di vita esemplari. Cerchiamo di tenere a mente che dire qualche “no”, in ufficio come nella vita privata, è essenziale per preservare le nostre energie», chiarisce Sellitto.

Progetta mini vacanze quotidiane

Per concludere, non trascuriamoci. «Ritagliamo con regolarità del tempo da dedicare solo a noi stesse e al nostro benessere», spiega la psicologa. «Per allentare la tensione, possono essere sufficienti venti minuti al giorno. Meditiamo, leggiamo un libro, facciamo un bagno caldo o una passeggiata». Certo, una lunga vacanza in un resort a cinque stelle è un’altra storia, ma ogni piccolo gesto quotidiano per riprendere fiato è un passo nella direzione giusta.