Se al centro di questo nuovo vortice di rumours ci fosse un’altra star, derubricheremmo la questione alla voce gossip-inattendibile. Ma il protagonista è Ben Affleck, uomo con un precedente di un certo peso (il riavvicinamento a Jennifer Lopez dopo vent’anni dalla loro prima love story, coronato con le nozze e finito nel divorzio), quindi tocca dirsi “non si sa mai”. Indomabile romantico o irrazionale testardo che sia, stavolta l’attore 52enne vorrebbe rimettersi insieme all’ex moglie e madre dei suoi figli, la collega Jennifer Garner. Lo sostiene la solita “fonte ben informata” che l’ha spifferato al sito Page Six. L’unico indizio, però, è a dir poco fragile: una foto sbiadita in cui l’ex coppia si dà un amichevole abbraccio.

La tendenza Ben Affleck a rimpiangere il passato

«Parrebbe una vicenda montata a regola d’arte ma, in effetti, una specie di “tendenza Ben Affleck” esiste», spiega la psicoterapeuta Barbara Mantellini. «Può interessare uomini e donne in egual misura e si manifesta con un’attitudine a rimpiangere il passato frequentemente, pensando con nostalgia a ex partner, ma anche a lavori lasciati da anni, ad amici persi di vista, a case da cui si è traslocato. E talvolta a interi periodi della propria esistenza».

Il passato sembra un rifugio rassicurante

“Scambierei tutti i miei domani, per un solo ieri”, cantava nel 1969 Janis Joplin in “Me and Bobby McGee”, la voce potente che sapeva di nicotina e struggimento. E di struggersi per la malinconia, ogni tanto, succede a tutti. Alcune persone, però, vanno oltre la normale nostalgia: potremmo definirli “passatisti”. «Sono per indole particolarmente portati a rimpiangere il passato, specie in alcune fasi della loro vita, ricche di difficoltà e di incertezze», spiega la dottoressa Mantellini. Una circostanza facile da comprendere: «Quando il futuro appare minaccioso e pieno di incognite, il passato si trasforma in un rifugio rassicurante, perché lo conosciamo già». Magari non era perfetto, ma sappiamo bene che cosa ci riserva.

Per rimpiangere il passato, lo idealizziamo

L’ex fidanzato che ci ha fatto soffrire si trasforma nel grande amore perduto. Dell’ufficio da cui siamo scappate a gambe levate, ricordiamo solo (o quasi) le colleghe simpatiche. «Chi ha la tendenza a rimpiangere il passato in continuazione finirà anche per vederlo più spesso degli altri in modo idealizzato, rimuovendo i dettagli dolorosi e trattenendo quelli piacevoli», afferma la psicoterapeuta. «Anche questo, entro certi limiti, è un meccanismo comune, di sopravvivenza: il cervello non può ricordare tutto, quindi archivia alcuni dati per eliminarne altri».

Quello che ci manca davvero? Siamo noi

Riprendere a desiderare un ex amore può ovviamente nascondere il timore di affrontare la sfida di una nuova relazione. Ma non solo. «Chi sogna spesso di viaggiare indietro nel tempo per tornare a vivere una situazione che non esiste più, sta in realtà rimpiangendo una versione di se stesso ormai sbiadita o scomparsa del tutto: più giovane, più energica, con più possibilità e meno disillusioni», dice la dottoressa Barbara Mantellini.

Se rimpiangere il passato è uno stile di vita

Il termine “passatismo”, in senso stretto, indica un attaccamento eccessivo e spesso ingiustificato a idee, mode e costumi del passato. «Ci sono persone che si vestono, parlano e si comportano esattamente come facevano a 15 anni, come se il tempo per loro non fosse mai trascorso», suggerisce Mantellini. «Hanno la stessa pettinatura e lo stesso look, continuano a frequentare gli stessi amici, a scegliere la stessa destinazione per le vacanze. Più che una forma di coerenza, questo atteggiamento rivela la paura di evolversi, il sospetto – più o meno consapevole – di non essere abbastanza solidi per affrontare il cambiamento».

Torniamo a vivere il presente

Rifugiarsi nei ricordi dà una sensazione di sollievo che, però, svanisce in fretta, non appena emerge la consapevolezza che molto (molto!) raramente si può riavere indietro quello che si rimpiange. Tornare a concentrarci sul presente, imparando ad apprezzare ciò che siamo e che abbiamo adesso, è l’obiettivo. Ma come si raggiunge? «Prima di tutto, tenendo a mente che il passato è una parte importante di noi, ma è anche, banalmente, fuori dalla nostra portata: la nostra vita è oggi, ed è nell’oggi che possiamo – e dobbiamo – trovare stimoli e motivi di soddisfazione», dice la dottoressa Mantellini.

Come interrompere il circolo vizioso del rimpianto

Se smetterla di rimpiangere il passato, guardandosi in continuazione dietro le spalle, pare impossibile, una soluzione è iniziare a porsi micro obiettivi che spingano il nostro sguardo altrove, tra l’oggi e il domani. «È utile cominciare a cambiare leggermente la routine, sperimentando qualcosa di nuovo», consiglia la psicoterapeuta. Invece di fare la colazione al bar sotto casa, scommettiamo sulla pasticceria dietro l’angolo. Proviamo un’attività fisica in cui non ci siamo mai cimentate, vestiamoci di un colore che di solito non indossiamo. «Piccoli gesti che possono concretamente aiutare a interrompere il circolo vizioso del rimpianto, dimostrando anche alla parte più riluttante e timorosa di noi stesse un dato di fatto: costruire nuovi ricordi è infinitamente più appagante che continuare a rispolverare quelli vecchi (qualcuno lo dica a Ben, ndr!)».