Ogni anno, il magazine britannico Time Out pubblica la sua attesissima classifica delle città migliori per gli amanti del buon cibo. Il ranking si basa sulle opinioni espresse dai residenti e tiene conto di diversi fattori, tra cui la qualità delle proposte gastronomiche, l’innovazione in cucina, la varietà dei piatti offerti e, non da ultimo, il rapporto qualità-prezzo. A completare il giudizio, un team di esperti del settore composto da redattori e critici gastronomici contribuisce con le proprie valutazioni. Ecco quali sono le città che si sono guadagnate un posto in questa esclusiva classifica e chi si è aggiudicato il titolo di capitale culinaria globale.

Napoli, unica italiana in classifica

San José, in Costa Rica, chiude la classifica al 20esimo posto, ma con una motivazione interessante: la città sta vivendo una vera e propria rinascita gastronomica, guidata da giovani chef che stanno riportando in auge ricette tradizionali a rischio di estinzione, esaltando i sapori autoctoni del Paese. Poco più in alto, al 19esimo posto, Napoli rappresenta l’unica città italiana in classifica, celebrata per la sua capacità di trasformare ingredienti semplici in piatti straordinari. La città partenopea conferma il suo status di capitale mondiale della pizza e si distingue per la sua cucina povera, ricca di tradizione e sapore, anche se non spicca particolarmente in termini di innovazione.

Dall’Italia al Portogallo, passando per il Canada

Dall’Italia al Canada, Montréal si guadagna un posto in lista, il 18esimo, complice il fermento generato dall’arrivo della guida Michelin e la crescente scena gastronomica della città. Qui si mescolano sapori raffinati e piatti iconici come gli spaghetti all’aragosta o il french toast con caramello d’acero. A seguire, Porto, alla 17esima posizione, si distingue per l’uso di ingredienti stagionali e per piatti locali come la francesinha, un panino ricco e saporito che racconta la tradizione culinaria portoghese. Il Cairo, invece, si afferma, con i suo 16esimo posto, come un ponte tra passato e presente, con piatti che affondano le radici nell’epoca dei faraoni, come il koshary e il molokhia, rivisitati con un tocco contemporaneo.

Cibo esotico, da Abu Dhabi a Marrakesh

Abu Dhabi, un vero crocevia gastronomico, riesce a coniugare la tradizione araba con influenze globali, mentre Mumbai, in India, conquista il pubblico con le sue celebri “strade del cibo”, le khau galli, dove si possono assaporare specialità tipiche come chaat e dosa. Anche Riyad si fa notare per la crescita di ristoranti di lusso e caffè alla moda, diventando una destinazione culinaria sempre più ambita. Lima, in Perù, con la sua ricca varietà di ingredienti locali e la forte tradizione di cucina fusion, si distingue per il suo ceviche, mentre Marrakesh, in 11esima posizione, incanta con il suo mix di ristoranti stellati e locali tradizionali, dove il rituale del tè e il piatto tipico tangia giocano un ruolo centrale.

Parigi in nona posizione, Shanghai batte Pechino

Salendo nella classifica, Giacarta entra nella top ten grazie alla sua offerta gastronomica eterogenea, frutto delle influenze culturali provenienti da Olanda, Cina e India. Parigi, invece, alla nona posizione, si conferma tra le grandi capitali della gastronomia mondiale, dove l’eleganza della cucina francese incontra sempre più spesso la sperimentazione. Shanghai sorpassa Pechino come centro nevralgico della ristorazione cinese, proponendo una varietà incredibile di piatti regionali, dagli spiedini dello Xinjiang ai ravioli di zuppa fritti in padella. Lagos, la più importante città della Nigeria, riflette la sua ricca tradizione culinaria con piatti dal forte carattere come il suya affumicato e la zuppa speziata ofe nsala.

Città del Messico e Madrid verso la vetta

Nelle posizioni più alte, Città del Messico (al sesto posto) dimostra di essere una delle capitali culinarie più vivaci al mondo, dove la cucina locale si mescola con sapori internazionali. Madrid, quinta, si fa strada con le sue celebri tapas e una crescente attenzione verso il cibo vegano e le esperienze culinarie tradizionali come i tablao del flamenco. Città del Capo, appena fuori dal podio, stupisce con la sua Bree Street, la cosiddetta “Gourmet Boulevard”, che offre un panorama gastronomico variegato e in continua evoluzione.

Le tre migliori città dove mangiare

Sul podio, Medellín, in Colombia, sorprende con il suo dinamismo culinario e l’autenticità dei suoi mercati tradizionali, mentre Bangkok, in Thailandia, si aggiudica la medaglia d’argento grazie alla sua straordinaria offerta di street food, che spazia da piatti stellati a proposte accessibili a pochi dollari. Ma è New Orleans a conquistare il primo posto, affermandosi come capitale gastronomica globale. Qui, tra jazz e ristoranti creoli, la città del sud degli Stati Uniti incanta i buongustai con la sua straordinaria varietà di piatti a base di frutti di mare, gamberi e influenze culinarie che raccontano la storia della Louisiana.