Dopo il via libera della Conferenza unificata Stato-Regioni, arriva il bonus animali domestici. Si tratta un contributo economico una tantum o periodico (la gestione operativa è demandata alle singole regioni e province autonome) destinato ai proprietari di animali d’affezione per aiutarli a sostenerne le cure mediche (spese veterinarie, interventi chirurgici e l’acquisto di farmaci).
Bonus animali domestici: chi può richiederlo
Le somme complessivamente messe a disposizione per il triennio 2024-2026 sono piuttosto limitate, 250mila euro per ciascuno dei tre anni. Ciò significa che la platea dei beneficiari sarà ridotta con un occhio di riguardo a persone più anziane e meno abbienti. Due infatti i requisiti per poter fare domanda: avere un’età superiore a 65 anni e un valore dell’ISEE inferiore a 16.215 euro.
Per quali animali si può richiedere il bonus animali
Premesso che prescrizione inderogabile per l’erogazione del bonus è che l‘animale domestico sia regolarmente iscritto all’anagrafe degli animali d’affezione e identificato tramite microchip, il decreto specifica per quali animali sia possibile richiedere il bonus in questione: cani, gatti e «piccoli roditori» (si presume che la dicitura includa animali come criceti, furetti, conigli domestici, porcellini d’India, ma saranno probabilmente le Regioni a specificare nel dettaglio). Escluse tutte le altre categorie di animali, anche se d’affezione (rettili, tartarughe, uccelli, pesci…) e tutti gli animali detenuti nell’esercizio di attività commerciali o agricole o destinati all’allevamento, alla riproduzione o al consumo alimentare.

Quali sono le spese ammissibili?
Il bonus può essere richiesto a fronte della presentazione di spese veterinarie di cui si sia in possesso della regolare documentazione fiscale. Tutte le spese devono essere tracciabili. Nella fattispecie, quelle che danno diritto alla detrazione sono:
- prestazioni professionali del medico veterinario;
- acquisto di medicinali prescritti dal veterinario;
- analisi di laboratorio e interventi presso cliniche veterinarie.
Come fare domanda
Le modalità di richiesta saranno stabilite da ciascuna regione. Come riporta il decreto, per accedere al fondo «ciascun interessato deve presentare apposita domanda alla regione in cui risiede secondo le modalità individuate da ciascuna regione, indicando il numero di iscrizione nella Banca Dati Nazionale, sezione SINAC, o nelle banche dati regionali dell’animale di proprietà e l’indicatore Isee ed allegando la documentazione relativa alla spesa sostenuta».
Quanto all’assegnazione del bonus sarà «ciascuna regione che definisce la misura del contributo da assegnare a fronte delle spese». E per quanto riguarda le priorità di assegnazione dei fondi il decreto cita che ogni regione «evade le richieste di accesso in base all’ordine di ricevimento delle stesse e fino a concorrenza delle somme assegnate con il riparto». In sostanza i fondi verranno assegnati a chi presenta per primo domanda
Non sostituirà le altre agevolazioni fiscali
Ricordando che già oggi è possibile beneficiare di uno sconto Irpef del 19% sulle spese veterinarie, è bene precisare che il bonus non andrà a sostituire ma si aggiungerà alla detrazione fiscale in essere. Quest’ultima viene richiesta con la dichiarazione dei redditi e si calcola per un importo massimo di 550 euro annuo e una franchigia di 129,11 euro. Se pure saranno necessari chiarimenti nei decreti regionali futuri è molto probabile che le spese per le quali si è ottenuto il bonus animali domestici non potranno essere nuovamente portate in detrazione al 19%, oppure che l’importo del bonus ricevuto andrà a diminuire l’ammontare delle spese detraibili.