Beatrice Tassone ha 20 anni, è innamorata del Giappone e vuole fare la fumettista. Oggi lavora in una pizzeria alle porte di Monza. Indizio numero 1: la sua non è una storia come tante. Indizio numero 2: anche la pizzeria non è una come tante. Beatrice è autistica. È albina. È ipovedente. Un’infilata di avversi numi che farebbe strike a chiunque. Invece guardatela, Beatrice. Posa orgogliosa nel suo kimono di seta, quello dei giorni importanti: il 2 aprile è la Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo. Sul tavolo c’è la sua prima graphic novel, che ha conquistato il Maestro mangaka Yoshitaka Amano, il papà dell’Ape Magà e di Tekkaman, per capirci.

Giornata mondiale dell’autismo: Essere Bea

Gli occhi chiari che guardano altrove se le fai un complimento – «Sono una da basso proflio» – e una parola – «sogno» – che ripeterà spesso in questa chiacchierata. «Sogno di tradurre i miei manga in giapponese. Sogno che i genitori non dicano più ai figli non giocare con un bambino perché è malato, come è successo a me. Sogno che a scuola ci sia posto per tutti, anche per Tommaso, ragazzo autistico rifiutato da 31 istituti». Ai sogni di Beatrice bisogna prestare attenzione. Facciamo rewind. Beatrice ha 3 anni e non parla. Mamma e papà la chiamano e lei non si gira. Tende a isolarsi. Comincia la spola tra gli specialisti. «Il mio percorso di diagnosi è stato difficile» spiega. «L’ipovisione, legata al mio albinismo, “distraeva” i medici. Associavano il fatto che non parlassi alla mia vista».

Una tavola di Essere Bea. Diario di una ragazza autistica con la passione per il Giappone

Beatrice viene quindi sottoposta a esami audiometrici, per escludere la sordità. «Ma è tipico per noi persone autistiche avere passioni totalizzanti che ci portano a non calcolare il mondo esterno. Si chiamano interessi assorbenti». Arriva la diagnosi: autismo di livello 1, anche detto “lieve”. Secondo il DSM-5 (Diagnostic and statistical manual of mental disorders, Fifth edition), esistono infatti 3 livelli di gravità all’interno dello spettro autistico. Si riferiscono alla quantità di supporto che una persona richiede per affrontare il quotidiano: interazioni sociali, difficoltà comunicative e gestione dei comportamenti ripetitivi.

Beatrice, la sua storia e le sue passioni

«Non mi piace la parola “lieve” e non amo le classificazioni. L’autismo non è una patologia, è una neurodivergenza, una mente che funziona in modo diverso. In lingua maori usano il termine takiwatanga, che significa “nel suo tempo e nel suo spazio”. A differenza dell’italiano, che deriva dal greco autos, “se stesso”, non c’è una sfumatura negativa. Nelle tribù chi è in difficoltà viene aiutato, non escluso» spiega. I suoi genitori, «all’inizio disperati», la iscrivono in un istituto per persone con disabilità. Qui a 5 anni comincia a parlare e con le parole arrivano i primi disegni, ispirati dai cartoni animati. «Impazzivo per gli anime: Sailor Moon, Lady Oscar, Doraemon. Ai manga mi avvicino in prima media: la lettura è il mio meraviglioso rifugio. È allora che decido che da grande avrei fatto la fumettista» ricorda.

Il ritratto di Sergio Mattarella fatto da Beatrice Tassone

E ci riesce. Essere Bea. Diario di una ragazza autistica con la passione per il Giappone (Editrice Consumatori) è la sua prima graphic novel: un’autobiografa sceneggiata da Marco Madoglio da un’idea di Silvia Modio, fotoreporter che l’aveva già coinvolta in un progetto sull’albinismo. Tra gli sponsor Coop, pioniera dei supermercati autism-friendly: negozi dove rumori, luci forti e attese alla casse, disturbanti per le persone autistiche, sono ripensati, mentre una segnaletica a immagini ne facilita l’orientamento. Coop è anche l’azienda che ha assunto Beatrice a tempo indeterminato nel 2023, mentre la formazione e il lavoro li svolge da PizzAut, locale a misura di autismo, fondato da Nico Acampora e gestito interamente da ragazzi autistici. Alla firma del contratto di Beatrice è presente il Presidente Sergio Mattarella. «In tv è serio, con noi però si è sciolto» ricorda lei. «Gli ho regalato un suo ritratto in versione manga e si è commosso».

Giornata Mondiale dell’autismo, PizzAut e Coop

A 2 anni da quel giorno, PizzAut è per Beatrice «una famiglia». E un luogo dove combattere per il diritto al lavoro. «Che è fondamentale, perché io con il mio stipendio faccio tante cose: investo in viaggi e aiuto la mia famiglia, se serve. Spesso le persone con disabilità, terminati gli studi, finiscono parcheggiate nei centri diurni: sono importanti perché aiutano individui con gravi compromissioni cognitive e fisiche, ma c’è chi può lavorare se l’ambiente è adatto». Da PizzAut, per esempio, esiste “la linea di comfort”: un segno rosso sui tavoli che delimita lo spazio in cui appoggiare piatti e bicchieri e sentirsi al sicuro, senza essere sopraffatti dal cliente.

Nonostante gli incentivi previsti dalla Legge 68/1999, che impone alle aziende con più di 15 dipendenti di assumere una percentuale di persone con disabilità, alcune preferiscono pagare la multa. «È un problema culturale e sistemico» chiarisce Beatrice. «Culturale perché c’è ancora la concezione che le persone con disabilità non possano essere utili. Sistemico perché non si sa come integrarle in azienda. Alla non accessibilità fisica, si somma una non accessibilità strumentale. Esempio: se come me sei ipovedente, in ufficio servono schermi e impostazioni specifiche per il pc». Parole puntuali. «Per anni il mio interesse assorbente è stato il Giappone, tanto che ho imparato la lingua da autodidatta. Oggi ho aggiunto l’autismo. Da un anno faccio attivismo: la mia missione è spiegare che cos’è e raggiungere più gente possibile». Cosa vi avevamo detto a proposito dei sogni di Beatrice?

Un progetto importante

Fondazione Mente è stata creata da Vanessa Bozzacchi e Manuele D’Oppido, genitori di Leone, che ha 11 anni e il terzo grado di autismo. Di fronte alle lacune e alle mancanze che ci sono per i bambini e i ragazzi con problemi del neuro sviluppo, hanno deciso di creare spazi adeguati e funzionali per il loro apprendimento divertimento, con servizi integrati di terapia, animazione, sport e ricerca. Da questa visione nascono a Roma il Centro Ippocrate, che offre psicoterapia, parent training, intervento scolastico, e il progetto A(i)utiamo, volto a creare una struttura terapeutica per i bambini con autismo e le loro famiglie. Per saperne di più e dare un contributo, vai al sito fondazionemente.org.