Sebbene numerosi studi sottolineino l’effetto diffuso della musica sulle emozioni, la sua influenza sulla cognizione umana non è del tutto chiara. Ci hanno provato i ricercatori del Music and Audio Research Laboratory (MARL) della New York University a far luce sul tema, confrontando gli effetti di quattro diversi stili musicali sull’umore e sulle prestazioni delle persone.
Campione sottoposto a flanker task
Ricerche precedenti hanno prodotto risultati contrastanti: alcuni brani musicali possono affinare la memoria e l’attenzione, mentre altri, in particolare brani con testi o composizioni complesse, possono distrarre. I ricercatori MARL hanno reclutato 196 persone e le hanno assegnate a quattro tipologie di musica differenti. Durante l’ascolto per 10 minuti, i partecipanti hanno completato il flanker task, un test psicologico che misura l’attenzione selettiva e la velocità di elaborazione, rispondendo a una freccia centrale ignorando le distrazioni circostanti.
Quale musica apporta benefici maggiori?
Si è così scoperto che il gruppo sottoposto all’ascolto di musica «workflow» ha guadagnato in umore (soddisfatto il 76% del campione) e in prestazioni rispetto agli altri. Altri suoni di sottofondo, tra cui tracce minimaliste «deep focus» da piattaforme di streaming, canzoni di successo popolari e persino rumori simulati da ufficio (come chiacchiere lontane e digitazione soft sulla tastiera), non hanno ottenuto gli stessi benefici cognitivi. Anche lo stile deep focus si è rivelato particolarmente piacevole all’ascolto, ma non ne hanno beneficiato le prestazioni come nel caso della workflow. I successi pop, nonostante la loro popolarità, non hanno offerto reali benefici all’umore o alle prestazioni, mentre il rumore da ufficio ha avuto effetti altrettanto trascurabili.
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Cosa rende unica la musica “workflow”
La chiave per il successo della musica workflow è il ritmo moderato, battiti costanti e melodie semplici in tonalità maggiori, evitando tutte quelle complessità che possono distrarre. Il suono bilancia le frequenze sotto i 6000 Hz, con moderati cambiamenti dinamici. Al contrario, la musica deep focus è più minimalista, con tempi più lenti e ritmi meno definiti. Mentre entrambe mirano ad aumentare la concentrazione, la musica workflow trova il perfetto equilibrio, migliorando l’umore senza distogliere l’attenzione, a differenza dei successi pop con testi e variazioni complesse.
Musica e produttività: gli aspetti individuali
Questi risultati supportano la teoria secondo la quale la musica migliora le prestazioni cognitive aumentando energia ed emozioni positive. Lo studio ha anche esaminato le differenze individuali, rivelando che coloro che sono altamente sensibili alle ricompense musicali, ovvero coloro che sperimentano reazioni emotive più forti alla musica, tendevano a rispondere più velocemente al flanker task. Ciò suggerisce che alcune persone potrebbero trarre maggiori benefici dall’ascolto della musica per migliorare la produttività.