«È a questo punto della serie, e della mia vita, che posso davvero tirare le somme», racconta Giovanna Sannino. Con la voce spezzata da quel poco di paura che accompagna le grandi scelte, i momenti tra una fase e l’altra della vita. Per lei, impegnata a teatro, in televisione e al cinema quasi in contemporanea, è un periodo di grande evoluzione in cui finalmente potersi rendere conto dei traguardi raggiunti dopo tanta fatica. E per la sua Carmela, tra i protagonisti di Mare Fuori 5, è l’ennesimo cambio di rotta, che la porterà – da ora in poi – chissà dove.
Carmela le ha dato tanto, tutto quello che si può sperare da un grande ruolo che cambia la vita. Ma è anche arrivato il tempo di guardare avanti, e lei è pronta, come ci ha raccontato in quest’intervista.
Giovanna Sannino, la nostra intervista

Carmela è uno dei personaggi che più evolve nella serie, com’è stato vivere questo percorso insieme?
«Oggi che mi guardo indietro e tiro le somme posso dire con sicurezza che il suo è stato un viaggio straordinario, e che continuerà a sorprendere! È apparsa per la prima volta come una ragazzina, ma oggi è una vera donna. E anche da attrice è stato bellissimo potermi mettere alla prova dando vita a una Carmela nuova a ogni stagione».
A quale sua versione sei più legata?
«Credo a quella della terza stagione, una Carmela fragile, ma che non teme di farlo vedere. È anche la stagione in cui scopriamo il suo passato, le sue cicatrici. Cala la maschera e si scopre il senso del suo personaggio, ma è ancora un’anima pura. Ora invece siamo molto lontane».

Carmela e le sue mille vite in Mare Fuori
C’è una scena tra lei e Rosa (Maria Esposito, ndr) nella quinta stagione in cui l’amica dice a Carmela: «Siamo rimaste solo noi, ora non c’è nessun altro». Due donne alle prese per la prima volta con il potere, anche se di tipo negativo…
«Sì, è una delle immagini più forti di questa stagione. A questo punto della serie, le donne non sono più le ombre degli uomini, ma sono veri e propri capi. Rosa e Carmela si scoprono unite, ma ognuna nella sua solitudine, perché si sono fatte troppo male – anche a vicenda – eppure hanno bisogno di volersi bene per sopravvivere».
Ti sarebbe piaciuto se fosse stata Carmela a prendere il comando al posto di Edoardo, diventando di fatto la guida di un clan mafioso?
«Ci ho pensato all’inizio, mi sarebbe piaciuto si prendesse qualche soddisfazione in più e forse anche vederla degenerare. Ma oggi credo che il senso del suo personaggio sia un altro: lei avrebbe dato la vita per Edoardo, quell’amore era tutto per lei. E deve continuare ad essere l’amore ciò che la guida, serve in questa storia un personaggio così».

In Mare Fuori anche Napoli fa parte del cast. Tu che rapporto hai con la tua città?
«Me lo chiedo costantemente, soprattutto ora che sto valutando anche io di spostarmi a Roma. Per noi napoletani questa è sempre casa, ovunque andiamo ci manca un pezzo: diciamo sempre che il caffè di Napoli non lo fanno da nessuna parte, che il Sole di Napoli non c’è da nessun’altra parte. Ma in realtà è solo un modo per dire che non c’è un altro posto che ci fa sentire a casa.
Però ho paura dei cataclismi, della sua chiusura, del suo rifiuto del cambiamento. La sua identità è la sua forza, ma oggi vedo ancora una città che non vuole evolvere, e non si rende conto che le opportunità invece che crescere diminuiscono».
Anche oggi?
«Anche oggi, e lo dico con amarezza. È la capitale del turismo, ma appena si raggiungono i record si chiude, teme di “snapoletizzarsi”, di essere invasa. Dobbiamo trovare un compromesso, ma credo sarà una strada ancora lunga».
Una grande spinta a favore di Napoli l’ha data anche il culto di Mare Fuori: com’è cambiata la tua vita da quando fai parte del cast?
«Sicuramente ci sarà per sempre un prima e un dopo Mare Fuori, ma nella mia vita privata sono riuscita a trovare un equilibrio sereno. Forse la cosa che è cambiata di più è la mia ambizione: oggi, anche grazie al percorso che ho fatto nella serie, so di cosa sono capace e su cosa devo lavorare, e voglio essere sempre più brava».
Giovanna Sannino: oltre a Mare Fuori

Cosa hai imparato?
«All’inizio ero insicura sul mio futuro come attrice, avevo paura di essermi buttata in una cosa più grande di me. Ora che sono anni che vivo di questo mestiere e comincio a vedere le prime soddisfazioni, mi rendo conto che ho fatto la scelta giusta».
Quali sono le tue forze?
«Sono una che studia: lo ero a scuola e lo sono sul set, a teatro, ovunque. Io mi documento tanto, assorbo il più possibile, e sono tanto curiosa».
Invece le debolezze?
«Le mie insicurezze: io mi sento come Biancaneve nel bosco, quando le sembra di essere circondata da mille sguardi spaventosi. Mi sento costantemente giudicata, criticata, e soffro tanto di sindrome dell’impostore».
È facile cadere in questi vortici quando si è al centro di dibattiti come lo è stato il cast di Mare Fuori. Hai ricevuto più critiche o apprezzamenti? E come hai reagito?
«Ecco, io sono proprio una che va su Twitter a cercare i commenti peggiori! Voglio sapere e vedere tutto, a costo di rimanerci male. Ma in realtà sono soddisfatta: soprattutto in questi giorni leggo tante cose positive, sia su di me che sul mio personaggio. Il pubblico nota quando c’è un’evoluzione, e premia».
Il commento che ti ha stupita di più?
«A volte ho dato un pizzico di Giovanna a Carmela: qualche dettaglio, qualche espressione, una reazione più vicina a me che a lei. Pensavo sarebbe stato un nostro segreto, e invece ho letto tanti fan che se ne sono accorti!»
Anche il tuo compagno è un attore: è d’aiuto o c’è il rischio del confronto?
«È un aiuto enorme! La nostra forza è che siamo sempre sinceri l’uno con l’altra, anche a costo di ferirci. Lui mi dice subito se sto sbagliando qualcosa, secondo lui, ma non mi impedisce mai di esprimermi. Alcune volte gli ho dato ragione, altre ho fatto come volevo io e meno male!»
Non solo televisione, tra teatro e cinema
Qual è il tuo prossimo obiettivo?
«L’anno prossimo uscirà il mio primo film come protagonista, tra l’altro ci sarà un po’ di Carmela perché mi chiamerò ancora Carmen… Però è un personaggio completamente diverso, molto intimo, mi ha fatto davvero rinascere».
Cosa ci puoi anticipare?
«È un personaggio molto chiuso, ho dovuto imparare a comunicare molto con lo sguardo».
Oggi sei a teatro con I promessi suoceri, in televisione con Mare Fuori 5 e tra poco al cinema: qual è la tua dimensione preferita?
«Forse televisione e cinema le approccio in modo simile, e si discostano tanto dal teatro. In questi mondi il personaggio viene proprio creato in ogni minimo dettaglio, lo si vede mentre ci viene cucito addosso. Nel teatro è tutto da creare sul palco, creando un collegamento magico con il pubblico… Vorrei vivere di cinema e televisione, e poi morire in teatro!»