Sentire poco o male da un orecchio (o da entrambi) può indicare un calo dell’udito, che in gergo medico è chiamato “ipoacusia”. Una delle sue principali cause è il naturale invecchiamento del sistema uditivo, che determina un indebolimento delle capacità di sentire i suoni. Il picco si registra dopo i 65 anni, ma in alcuni casi, possono accusare problemi di udito persone sotto i 30 anni.
Tuttavia, l’abbassamento dell’udito non significa sordità. È solo l’incapacità di udire e capire una parte dei suoni. È come la vista che può ridursi a causa dell’età, ma non per questo si chiama cecità, bensì presbiopia, e si risolve con un paio di occhiali.
Allo stesso modo, accade per l’udito: si perdono alcuni suoni e si percepiscono con più fastidio quelli forti, ma è un fenomeno rimediabile attraverso i nuovi apparecchi acustici, che selezionano i suoni utili alla comprensione e alla comunicazione, proprio come l’udito naturale. Inoltre sono sempre più piccoli e meno vistosi.
Controllare la propria capacità di udire i suoni può far paura, perché si teme di ricevere una diagnosi difficile da accettare. Ma è anche vero che sentire male può rovinare la propria qualità di vita: il mondo sociale e affettivo si nutre di dialogo, conversazione, ascolto. La soluzione agli eventuali problemi di udito scongiura il rischio di isolamento. E oggi è sempre più efficace e meno invasiva.
Leggi nella gallery in alto tutto ciò che devi fare e sapere se temi di sentire poco.
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I segni “visibili” del calo di udito
Se temi che tu o un tuo caro stia perdendo la capacità di sentire i suoni, presta attenzione a questi comportamenti:
– far ripetere le parole;
– rispondere alle domande in modo sbagliato;
– dire “sì” o “no” senza aver capito;
– non partecipare alle conversazioni
Dal punto di vista soggettivo, invece tu o il tuo caro potreste percepire:
– insicurezza, ansia;
– disinteresse verso il mondo circostante;
– isolamento;
– umore instabile, depressione.
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Perdere i suoni significa non capire
Quando c’è un problema di ipoacusia, sentire è possibile ma capire è difficile. Si tendono a sentire con più difficoltà vocali e consonanti, utili per comprendere un discorso. A causa di tali difficoltà, occorre farsi ripetere ciò che è stato detto, e si è portati a credere che le persone parlino a bassa voce o non scandiscano bene le parole.
E non capire significa vivere male con gli altri
Una diminuzione dell’udito non è un problema solo dell’apparato uditivo (orecchio e dintorni), ma dell’intera persona. Chiedere agli altri di ripetere, dare risposte sbagliate o casuali crea imbarazzi e disagi. Si diventa insicuri, si tendono a limitare le conversazioni di gruppo e gli incontri con gli altri.
La tipica conseguenza è l’isolamento, che può portare al disinteresse verso gli altri e aprire la strada alla depressione.
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I problemi di udito sono risolvibili
Riconoscere di sentire male alcuni suoni non è certo facile, ma probabilmente subirne le conseguenze è ancor peggio. La qualità della vita peggiora, e i rapporti sociali si impoveriscono. È stato studiato inoltre che l’abitudine a udire male “addormenta” gradualmente la capacità di capire: a poco a poco, il cervello si disabitua a comprendere.
Se da un lato si teme una diagnosi di ipoacusia (che sordità non è – lo ripetiamo), dall’altro lato ci si deprime, immaginando di indossare un vistoso apparecchio acustico, prima ancora di affrontare il problema.
In realtà, i nuovi apparecchi sono sempre più studiati per risolvere le questioni estetiche, e non solo uditive. Ci sono modelli piccoli, quasi invisibili, trasparenti e che possono essere nascosti dai capelli.
La correzione acustica ricostruisce le parti mancanti dell’informazione sonora e riduce i suoni di disturbo, restituendo la comprensione.
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Cosa fare se c’è un problema di udito
Per prima cosa, rivolgiti al tuo medico curante che ti prescriverà una visita dall’otorinolaringoiatra (ORL), il medico specialista che cura l’apparato uditivo e il suo funzionamento. Dopo l’ascolto e la visita del paziente, egli prescrive o effettua l’esame che valuta la capacità di sentire i suoni, cioè l’esame audiometrico, direttamente in ambulatorio. È un test assolutamente indolore, che si svolge con apparecchiature sofisticate capaci di interpretare la capacità uditiva. Il paziente viene invitato ad entrare in una camera insonorizzata e ad indossare delle cuffie (molto simili a quelle della foto), collegate a un macchinario che emette i suoni.
L’esame si può effettuare presso le ASL convenzionate oppure nei numerosi centri di protesi sparsi in tutta Italia, come ad esempio Audinova, Amplifon, Maico e altri. Nel primo caso si paga un ticket, nel secondo invece di solito è completamente gratuito.
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Apparecchi acustici ormai invisibili
Le nuove tecnologie racchiuse all’interno degli apparecchi acustici simulano al loro interno la funzione dell’udito e facilitano così la comprensione e la comunicazione. Si tratta di un microcomputer non più grande dell’unghia di un bambino. In questi pochi millimetri concentra tutte le capacità di riconoscere i suoni nell’ambiente i cui ci si trova, elaborarli e restituirli su misura delle esigenze dell’udito individuale.
Esistono tipi diversi di apparecchi, divisi in base al modo di indossarli (dietro o dentro l’orecchio), alle caratteristiche tecnologiche e alle esigenze specifiche di ognuno, comprese quelle estetiche.
Dal punto di vista estetico, sono compatti e poco visibili; da quello del confort, invece, risultano leggeri ed ergonomici: pesano massimo 2 grammi e hanno parti morbide e traforate per una “vestibilità” comoda e non fastidiosa.
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Perché si perde l’udito
Una delle cause principali è il naturale invecchiamento del sistema uditivo, che determina un indebolimento delle capacità di sentire. Ma esistono anche anche altre cause che possono determinare problemi all’udito:
– Rumore
L’esposizione a rumori forti, specie se per lungo tempo, danneggia l’udito causando problemi che possono diventare permanenti. Non solo, provoca anche altri danni alla salute: disturbi del sonno, irritabilità, problemi di cuore.
– Ereditarietà / predisposizione familiare.
– Traumi
– Diabete
– Malattie virali o infettive
– Otoclerosi
– Alcol e fumo